Quattro caffè non bastano. Più dose, concentrazione massiccia, per compensare le mancate ore di sonno notturno. Unica droga che mi concedo, unico vizio che ho voluto iniziare sapendo di non poter smettere. Via da me corpetto che strozza la vita, Via da me borsa con quaderno,acqua,spazzola,chiavi e NemoVademecumDelProntorestauro, Via TomoDiDirittoRomanoCheMiMancancoAncoraSOLAMENTESeicentoPagine... Via... Via tumulto di pensieri, Via Rassegnazione per quel concerto che probabilmente mancherò, Via cintura che utilizzerei volentieri contro qualcuno (ovviamente scherzo, non frusterei mai nessuno), Via rabbia che non se ne vuole andare, Via desiderio di vendetta... Via da me turbamenti, lasciatemi a un sonno (Errata corrige: pennichella) tranquillo e sereno. Almeno per poco. E' tardi ormai, coricarsi sarebbe inutile, ma non per me. Svegliatemi fra un'oretta che la cena MICA SI PREPARA DA SOLA.
Cinque o'clock am. E tutto va bene. Non ho sonno... Tutto ordinario insomma.
Così decido di staccare un poco le mani dalla tastiera e opto per un incontro ravvicinato paranormale e del tutto non extrasensoriale con lo specchio, alla ricerca di non so bene cosa. Scruto minuziosamente il perimetro e l'area del volto, trovando il modus agendi, armandomi di filo interdentale; le mie mani si muovono come quelle di un automa. Il mio cervello non c'è, è staccato: debetis scire ultimamente soffro di trasmigrazione. Pensieri sconnessi. Al termine della toilette mattutina gironzolo nel world wide web, imbattendomi in numerosi forum che trattano delle più disparate discussioni. Non è male trovarsi dinnanzi così innumerevoli punti di vista opposti o contrapposti. I forum mi piacciono, spesso mi divertono, ma non potrei mai fare di questo space un forum aperto a tutti; questo blog non è una puttana. Not a bitch. Potrei farne quasi uno slogan. Decisamente poco convincente. Ma comunque sia sono troppo egocentrica per poter permettere l'accesso a terzi in questa piattaforma virtuale. Mi sono gelosamente ritagliata questo angolo di Mondo (?), dove ne rimarrò l'unica attrice protagonista. Ci saranno e ci sono stati attori e attrici non protagonisti, comparse, gente che viene e poi va, un buon meltin pot insomma, una miscela profumata mischiata col miele.
Nemmeno una molesta e inopportuna zanzara però basta per distogliere il mio pensiero su uno di questi attori. La tentazione si fa sentire, nata da un fievole sussurro ad un'armoniosa melodia per diventare un ritmo incalzante.
Quasi come quel oh oh a palla in macchina ai 130km/h prima del velox, che sapeva di anni Ottanta e finestrini abbassati, aria folle tra i capelli che nulla facevano per ribellarsi, anzi, ne erano complici. Complici di quelle sere senza senso.
Il pensiero rincorre quel fotogramma sotto le stelle. E' stato magico. Ma tu questo non lo sai.
Alla ricerca di quel cavalletto che sorregge la tela, la tela incompleta abbandonata e ormai dimenticata dal pittore che distratto l'ha pennellata di colori pastello, richiami di natura. Puri, belli, fragranze profumate, ma al contempo terribili, imperturbabili. Anche se assomiglio più a un Monet, con un capolavoro di restauro raschiando la parte superficiale potrebbe venirne a galla un Guernica. Un tormento. Una protesta. O forse la notte stellata di quel Van Gogh sublime che ho sempre amato. Da una scultura di Fidia o di Lisippo potrebbe scaturirne lo stesso dolore straziante della tensione che incombe su Amore e Psiche. Canova sei divino.
Rumore di cancelli che si aprono, qualcuno si sveglia, qualcuno si affretta verso il posto di lavoro. Io devo ancora andare a dormire. Cinqueequarantunoam. Passo (a me stessa e al prossimo post) e chiudo.
• "...Stamattina mi sono appropriata di una determinazione che non era mia, la quale mi ha scagliato intransigente giù dal letto per farmi adempire ai miei compiti. Abbastanza produttiva questa giornata: studiato il ius romano (e da domani si iniziano le fonti, yuppidu!), ho finalmente modificato il blog, obiettivo che era da tanto che mi ero prefissa ma che mai avevi portato a termine.
E poi qul lampo, quel barlume di sconforto..."
• <<Non puoi demoralizzarti solo perchè vedi negli altri esistenze futili e inutili, il tuo paragone non deve avvenire al di fuori di te, piuttosto il tuo metro di giudizio deve basarsi su quello che vorresti essere e quello che sei>>
• Non lo sono, non sono ciò che vorrei essere
e da un po' di tempo ho smesso di lottare per raggiungere il traguardo che mi ero prefissata
• <<Non può, non deve abbastanza per farti venire una crisi esistenziale>>
• Qualcuno scambia VENEZIA per MILANO, oltre a un dizionario mi toccherà regalare persino un atlante geografico
• La logicità e il buon senso non mi permettono di fare affidamento alla mia più cieca fiducia, mi dispiace. Il telefono funziona.
• Un'enorme delusione, un sarcasmo che vuole provocare ma che mi fa solo nauseare.
• E come un'acrobata mi lancio da un'illusione all'altra col vano tentativo di rendere più dolce ciò che ora è troppo amaro per essere ingerito.
TRE cose sono infinite: l'universo, la stupidità umana, e la mia deficenza.
La mia deficienza non ha limiti, ed è in continua espansione proprio come l'universo e ancora come l'universo solo una minima parte è stata esplorata. Essa non è catalogabile all'interno della stupidità umana perchè è qualcosa che va oltre, la supera, la trascende; sono una sorta di ubermensch di demenza, io.
Per cui mi spiace contraddirti, ma forse era più adeguata una TRIpartizione.... Nemmeno il cervello di Einstein ha potuto carpire la mia deficenza... Il che, credo, è tutto un dire.
Non avrei scommesso troppo su questo fine settimana dalla fermata all'autogrill, per via di quella frase.
Quella maledetta frase che mi è rimbombata in testa per giorni assillandomi come una chimera (eih, ma io mica sono Oreste!)...
Quante volte mi sono sentita ripetere quelle parole? Anzi, la domanda più consona sarebbe: quante volte mi hanno scalfito quelle parole?
Al primo quesito non saprei certo rispondere, al secondo sì: mai, prima d'ora, s'intende. Eppure non so perchè in questo periodo mi sento debole, fragile a tal punto da essere vulnerabile ad ogni botta, ad ogni parola. Ma nonostante tutto non poteva trapelare nessun segno di incertezza, il colpo non poteva lasciare vedere il livido. Imperturbabile, come sempre, dopo ogni accoltellata, ho fatto finta di nulla, proseguendo nella mia più ben riuscita indifferenza che abilmente ha mistificato il mio stato d'animo.
Eppure sono bastate tre ragazze all bagno UndiciAlQuadratoPerDue [eh sì ragazzi, studi scientifici sulla sottoscritta cavia dimostrano che un elevato numero di ore di esposizione sotto la luce diretta del sole provoca danni PERMANENTI e PREOCCUPANTI al cervello. Anche quando si pensava che peggio proprio non si potesse (Al peggio non c'è mai limite)], le telecamere delle Iene puntate, un tentativo di approccio di Giletti, la frase prefabbricata di Costantino, il mio stupire Diego Conte (adesso mi spieghi come faccio ad essere la seconda persona nella tua vita a saperlo), <<tutte le posizioni del kamasutra>>, le tre ore per prepararsi ogni sera, una timida abbronzatura, "FIGA", nudità alle finestre, i capelli impiastrabili, una parrucca sulla tettoia, il tetto del mondo, i pantaloni di pelle, il buffet nel privè del Pineta.... Per cancellare quest'apostrofo dal week end. Meglio così. Ancora non ho premuto Ctrl+Alt+Canc per perdere tutti i dati non salvati, ma spero di farlo al più presto. Ma non ha importanza, d'altronde ogni cosa ha il suo tempo e io so che un giorno ci avrò messo un bel masso sopra, quando sarò riuscita a metabolizzare il tutto. Per ora mi basta ricordare un tentativo di abbordaggio da parte di un russo al pineta per farmi sorridere, il quale mi definì "molto chic con quell'abitino rosa... Sei una PRINCESSA"... Princessa? Cos'è, un ibis redibis? Princess-a, italianizzazzione dell'inglese princess oppure una prin-cessa, ossia prin (il quale significato mi resta tutt'ora ignoto) e cessa... ?
Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto, le domandò: "Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me? ". La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: "È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei la usassi tu, quando sarai cresciuto". I ncuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale. "Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita! ". "Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede quattro qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
"Prima qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. È un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore." "Seconda qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia." "Terza qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te." "Ecco la quarta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione".
Si può dire che una persona "studia" anche se non lo fa presso alcun istituto o Università? Studia per piacere, per diletto, quello che i Greci definivano filo - sofia: amore per il sapere.
Beh sebbene questa definizione forse sia un po' troppo azzardata per la sottoscritta, le mie notti insonni mi portano a cercare, a conoscere. Conosco di tutto, incontro nuove culture e usanze di tutti i popoli, la notte. Quando calano le tenebre improvvisamente la mia mente è propensa a scavare nei meandri del sapere. Ed ultimamente cerca qualcosa di arcano, di antico. Ha cercato le origini dell'Islam, ha studiato i solidi platonici, la numerologia, l'enneagramma, il sator... Il tutto spesso gettandomi addosso un'idea di impotenza, una sensazione che sia accaduto e che accada alle spalle dei più qualcosa di cui pochi ne sono a conoscenza. Eppure ne sono rimasta profondamente affascinata. Dietro a tutti questi mistici misteri ho trovato una magia che mi ha stregata.... Perchè più leggevo, più scovavo e tanto più realizzavo che religioni nel nome del quale nel corso dei secoli si è combattuto, si è data la vita, si è tolta la vita deliberatamente e sempre in nome di un Dio ogni volta diverso, ma sempre paradossalmente comprensivo, illustre, magnanimo e grandissimo, erano radicate tutte in antichissime usanze comuni. Leggendo ho scoperto che le tradizioni religiose che oggi ci fanno credere essere assolutamente uniche nel loro genere e nella loro storia, nelle loro profezie, in realtà affondano le loro radici nei culti Babilonesi, o nelle credenze pagane.... Talvolta alcune usanze derivavano da motivi igienici o comunque salutari, oggi ce li ripropongono come precetti. Ho realizzato quante fandonie siano sempre state raccontate in nome della religione (di ogni religione) perchè taluna nasce dalle visioni di un epilettico, tal altra dall'assemblamento e dalla revisione di altre tradizioni e tutte, ancora una volta, con un unico e solo SCOPO: vulgus vult decipi. Parole di un SANTO.... Quindi sacrosante.
Ogni giorno ed ogni sera a combattere contro quel maledetto desiderio, contro quella infattibile scelta.
Credendo che il pensiero altrui non avrebbe mai potuto minimamente sfiorarmi mi sono fatta travolgere da quel tabù, ed ora anche io sono vittima della paura del giudizio comune. E' inutile e per niente persuasivo continuare a ripetermi <<Non c'è nulla di male, se vuoi prova, mai vivere col rimpianto>>. Ma nonostante tutto continuo a celarmi dietro a quella falsa maschera, dietro quel palese alibi, che è la mia ferrea tempra morale la quale ne risentirebbe, la quale si sentirebbe tradita. La quale finirebbe per deludermi.
Il mio amico Oscar suggeriva saggiamente che non bisognerebbe mai fare nulla nella vita che ci possa rendere scontenti di noi stessi e così io gioco ad Hyde and Seek dietro a queste affermazioni solo per non sentirmi più debole, solo perchè ho paura di cedere.
Mio padre diceva sempre: la prima volta che ti chiamano asino, gli dai un pugno sul naso, la seconda volta che ti chiamano asino, gli dici stronzo, ma la terza volta che ti chiamano asino... Beh, forse è ora che ti vai a comprare una soma.
Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere... Perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare all'affermazione della verità.
Ancor oggi molte persone colte pensano che la vittoria del Cristianesimo sulla filosofia greca comporti la maggior verità del primo- benchè, in questo caso, sia stato ciò che era più rozzo e violento a vincerla su ciò che era più spirituale e delicato. In che cosa poi consistesse quella maggiore verità, lo si può vedere dal fatto che il risveglio della scienza si è collegato punto per punto alla filosofia di Epicuro, mentre ha respinto punto per punto la dottrina cristiana.