|
|
April 03 ... Che si districano e si dipanano sul momento musicale No 3 di Franz, Franz Schubert. Dolcemente cullano le mie notti queste sue note. Capolavori magistrali.
Un sorriso, vorrei regalarmi
La mia indifferenza mostrata con cortesia
è creduta, non so spiegarmi, ipocrisia
Parlo. Ma non dico niente
il mio non cedere ai tuoi giochi per autotutela
ritenuto indifferenza. Sordi i tuoi occhi, cieche le tue orecchie
muto il tuo cuore
Ecco svelato l'arcano di chi non ti capisce.
Ma la parte dell'incompresa da tempo la scollai di dosso
certo non sono vittima
Mi sorprendo piangere guardando albeggiare
mi scopro con nuova vitalità mirando il cielo arrossire
Cosa volete di più?
...Se mi sforzo di sorridere anche quando sopra di me
s'è squarciato quel cielo di carta
Mary infilati immediatamente sotto quelle fottute coperte. Rosa.
Volgare quanto basta. Volgare quando ci vuole.
Aroma di thè verde....
... Allegro, ma non troppo ...
March 20
Il fatto è che la vita non si spiega né con la biologia né con la teologia. La vita è molto lunga anche quando è corta come quella della farfalla - la vita è sempre prodiga anche quando la terra non produce nulla. Furibonda è la lotta che si fa per renderla inutile e impossibile. Non resta che il pescaggio nell'inconscio l'ultima farsa del nostro moribondo teatro. Manderei ai lavori forzati o alla forca chi la professa o la subisce. È chiaro che l'ignaro è più che sufficiente per abbuiare il buio.
(Eugenio Montale - La Vita in Prosa)
March 02
Ancora una volta a fare i conti con una fiamma perniciosa che credevo di avere spento ed estirpato. Quando vagheggiavo nella più estrema convinzione che il cinismo avesse soffocato ogni radice di irrazionalità... E invece no. Ancora una volta no. Un'assopita spensieratezza si desta, schiude gli occhi ed allunga le braccia atrofizzate da questo lungo e gelido sonno, un poco timidamente. Quell'onirica sensazione di spaesamento un poco soppiantata da una meditabonda calma interiore.
vfdkajfnvfka

February 03
|
Ho sempre pensato che la vanità dell'uomo altro non fosse che uno stratagemma per farlo sentire meno inferiore; un abile trucco per dare un senso alla sua misera e futile esistenza. Eppure nella cavalcata dei secoli, grandi pensatori hanno contribuito, di volta in volta, a dare uno scossone alla <<vanità delle vanità>>.
Se per un attimo potessimo distogliere il nostro ben limitato sguardo da ciò che v'è qui e lo potessimo volgere da un punto altissimo al di fuori della terra, questa che ci sembrerebbe? Un atomo di male ? Cosa è questo nostro pianeta confrontato con l'immensità di un universo in continua espansione? Me la immagino, la terra, vista da lassù... Ed è proprio un bell'esercizio per ridimensionarmi, per smussare l'idea dell'Uomo che spesso ci entra dentro quasi a forza, convincendoci che tutto può; un bell'esercizio che serve a vedere l'essere umano e il pianeta in cui vive con una buona dose di umiltà e concretezza. Proprio come ci hanno invitato a fare tre grandi pensatori della modernità: Galileo, Darwin e Freud, facendoci perdere rispettivamente il senso della centralità della terra nell'universo, della specie umana rispetto al vivente, e della coscienza nella nostra mente. In realtà questo "esercizio spirituale" altri non è che una ri-proposta di quanto già in passato veniva insegnato nelle scuole ellenistiche, utilizzato per il raggiungimento della tranquillità dell'animo. Nell'indagine del sapere, volta ad accrescere e perfezionare la propria conoscienza, v'era in realtà un processo di trasformazione del proprio Io, del proprio essere. Quando si dedicavano allo studio della natura, delle leggi che la governavano (e che ci governavano e ci governano tuttora) accanto al procedimento conoscitivo accostavano quello "pratico" preponderante per la scelta di vivere una vita da filo-sofos. Era un costante allenamento della valutazione di circostanze umane da un punto di vista "cosmico"; uno di questi esercizi era immaginare un volo fra gli astri, un volo stellare, con l'immaginazione. In questo modo sarà facile vedere il ridursi sino al millesimale l'insignificanza delle vicende umane... Ce ne racconta Ovidio, in un suo passo <<E' una gioia viaggiare nel firmamento stellato e, lasciata la terra e le sue ragioni alle spalle, viaggiare sulle nuvole... E vedere, lontano in basso, gli uomini vagare senza fine, privi di ragioone, ansioni e impauriti>>.
Lo stesso Imperatore Marco Aurelio, così come l'ex schiavo Epitteto, entrambi iniziatori della scuola stoica, praticavano quest'esercizio ogni giorno... Un Imperatore ed uno schiavo, allo stesso modo umani, allo stesso modo fragili, allo stesso modo saggi....
| December 11
|
Insolito orario per un'insonne questo; insolitamente desiderosa di vivere un'alba.
Ho riscoperto una gioia contagiosa ed uno spirito operoso nel vedere un sole sorgere la mattina. Ogni benedetta mattina, senza mai lamentarsi, senza mai disturbare.
Proprio per questo, stamane, ho deciso di prendere parte a questo suo incessante andare e venire, dall'inizio alla fine, godendomi le tonalità di rosato e di bianco più delicate e soffici che esistano. Nonostante tutto la materia grigia non pensa di accingersi a studiare a quest'ora, così si ritrova qui a mettere per iscritto qualche considerazione. Sfogliando pagine mi imbatto tristemente in un'inopportuna pubbicità:
IL MODO MIGLIORE PER RISOLVERE LA CRISI E' NON PENSARCI: PENSA AL LUSSO.
Credo che se fossi in uno di quegli operai che non arriva alla terza settimana del mese prenderei a schiaffi chiunque abbia ideato un simile slogan, ma ancor più chi l'ha autorizzato a pubblicarlo... Mah.... Il modo migliore è guardarsi l'alba. Punto. I pensieri della notte svaniscono trascinati via dalla luna e dagli astri i quali, almeno per qualche ora, li tengono lontani dal mio vivere.
Eppure è difficile vivere sereni ascoltando canzoni che mi parlano di terre straniere, di idee che sovvengono e bisogni inappagati di conoscere e vedere dell'altro. Perchè tutto questo non mi rende felice. Quel fottuto libro, quel libro che mi sbatte in faccia d(i)ritto e schietto senza alcuna pietà, senza permettere di essere annacquato, i miei fallimenti, il mio non esserci riuscita, è un pugnale nello stomaco. Quegli sguardi di tutte quelle persone che in passato, almeno una volta, non riuscirono, che ti osservano "pensanti" e giudicano. Lame taglienti come schegge sulla mia pelle. Come se non bastasse quella lama che mi ha trafitto per mezzo delle mie stesse mani. Quegli sguardi che lasciano trapelare un <<lo sapevo che non era la scelta per te>> ... E mi fa ammattire, mi fa stare male, mi fa disperare anche la sola idea che forse, forse, avevano ragione.
>> IL MODO MIGLIORE PER NON RIUSCIRE IN UNA COSA E' NON CREDERCI <<

| November 25
. .. Gli uomini di una volta erano belli e grandi (ora sono dei bambini e dei nani), ma questo fatto è solo uno dei tanti che testimoni la sventura di un mondo che incanutisce. La gioventù non vuole apprendere più nulla, la scienza è in decadenza, il mondo intero cammina sulla testa, dei ciechi conducono altri ciechi e li fan precipitare negli abissi, gli uccelli si lanciano prima di aver preso il volo, l'asino suona la lira, i buoi danzano, Maria non ama più la vita contemplativa e Marta non ama più la vita attiva, Lea è sterile, Rachele ha l'occhio carnale, Catone frequenta i lupanari, Lucrezio diventa femmina. Tutto è sviato dal proprio cammino...
| October 07
|
Era tardi ormai, e il giorno volgeva al termine. Sebbene brillasse una luce chiara il mio pensiero non era certo il riflesso di quanto vi fosse fuori. Sembrava quasi una pena per contrappasso vedere sgargianti colori autunnali brillare sfarzosamente, mentre io, io me ne restavo seduta fissa davanti a questo tavolo. Ma solo uno sguardo bastò per destare la mia attenzione, uno sguardo fuori, uno sguardo sul mondo, che come una calamita ha attratto la mia curiosità ed i miei occhi i quali hanno goduto, anche se solo per un istante, di quella luce. Luce riflessa. Non ancora luce propria. Quella luce che mi ha permesso di levare gli occhi al cielo e vedere un corteo di nuvole d'oro correre nell'astro azzurro cristallino.
E' stato quanto di più poetico potessi scorgere da una finestra accostata, da una finestra che era l'unica via di contatto fra il mio triste sentire e la puerile allegria di un gioco d'autunno. Ed io ringrazio Chiunque mi abbia permesso di cogliere la vena poetica in ogni cosa, perchè forse è uno dei pochi motivi che mi regala un quotidiano sorriso.
Io lo so, Dostoyevsky aveva ragione.
| September 27
|
Ero perfettamente perfetta, come si conviene in ogni incontro di un certo tipo.
Capelli a posto, e come non potevano, dopo la maschera fatta qualche ora prima? Il trucco certo non abbondante ma che incorniciava quegli ovali blu che illuminano il mio viso, quegli occhi in cui da tempo non vedo splendere più la luca di una volta. La giacca ed il collo di Pelo, jeans stretti e stivale alto che mi conferiva al contempo un tono sportivo ma elegante... Nulla di eccessivo, e questo è importante.
Eppure nonostante tutto ero fresca e raggiante, certo forse ero troppo agitata e frenetica come mio solito, le parole scivolavano veloci in quella fredda via del centro. Forse.. Forse avrei dovuto essere un poco più pacata e composta, più rigida e seria, più altezzosa più più più... Ma sarei stata meno me stessa. Nessuna figura costruita, nessuno sguardo sorpreso, è stato un flash avvenuto con la massima naturalezza possibile, ma è stato abbastanza. Abbastanza per avermi destato quel dubbio che, come al solito, come accade sempre a me, si è insinuato nei più bui labirinti della mia mente impuntandosi, capriccioso, di non volersene andare. Come un bimbo che si diverte al parco giochi e si tiene stretto allo scivolo nonostante le insistenze dei genitori: sta bene lì dov'è. Ma a me tu, caro pensiero, hai già dato troppo fastidio, te l'ho permesso per troppo tempo, ed ora credo che sia arrivata l'ora di chiederti, assolutamente educatamente, di lasciare la presa.
Che molestia i tuoi sussurri.
Buonanotte.
| September 03
|
ℓ'υиι¢α νια ∂ι ѕαℓνєzzα
∂ι fяσитє
αℓℓє qυαℓιтà ѕυρєяισяι
∂ι υи'αℓтяα ρєяѕσиα
ѕтα иєℓℓ'αмαяℓα
__ [Goethe] .♥!
| September 02
|
Quattro caffè non bastano. Più dose, concentrazione massiccia, per compensare le mancate ore di sonno notturno. Unica droga che mi concedo, unico vizio che ho voluto iniziare sapendo di non poter smettere. Via da me corpetto che strozza la vita, Via da me borsa con quaderno,acqua,spazzola,chiavi e NemoVademecumDelProntorestauro, Via TomoDiDirittoRomanoCheMiMancancoAncoraSOLAMENTESeicentoPagine... Via... Via tumulto di pensieri, Via Rassegnazione per quel concerto che probabilmente mancherò, Via cintura che utilizzerei volentieri contro qualcuno (ovviamente scherzo, non frusterei mai nessuno), Via rabbia che non se ne vuole andare, Via desiderio di vendetta... Via da me turbamenti, lasciatemi a un sonno (Errata corrige: pennichella) tranquillo e sereno. Almeno per poco. E' tardi ormai, coricarsi sarebbe inutile, ma non per me. Svegliatemi fra un'oretta che la cena MICA SI PREPARA DA SOLA.
|
|
|
|
|